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L'unità dei Cristiani
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IL SOFFIO DELL' UNITA'

    Sarebbe bello che la settimana di preghiera fosse un'occasione non solo di preghiera per l'unit non ancora raggiunta, ma anche di lode per i germi di comunione che si stanno manifestando . Lo ha detto don Aldo Giordano , segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali europee (Ccee), al quale abbiamo chiesto - alla vigilia della Settimana di preghiera per l'unit dei cristiani (18-25 gennaio) - di tracciare un bilancio del cammino ecumenico finora compiuto ed una prospettiva per il futuro, anche alla luce di quanto il Papa scrive nella Novo millennio ineunte .

  • Quale passato si lascia alle spalle l'ecumenismo?
    Fare i bilanci nelle "cose della fede" sempre impossibile, a mio modo di vedere. Credo che le Chiese inizino il nuovo millennio con un bagaglio grandissimo di doni dello Spirito. L'elenco dei "miracoli" ecumenici avvenuti anche solo negli ultimi anni lungo: penso ai tantissimi gesti ecumenici vissuti da questo Papa, alla firma di documenti importanti come quello sulla Giustificazione tra la Chiesa Cattolica e Luterana, all'assemblea ecumenica europea di Graz del 1997, agli scambi e gemellaggi tra parrocchie, all' "ecumenismo della vita" di diversi movimenti... Credo che ciascuno di questi eventi abbia risvegliato la vita ecumenica tra le Chiese in Europa e suscitato la nostalgia per l'unit. Certo, anche se tutto sembra promettere una nuova primavera, oggi sono in tanti a chiedersi se la stagione che stiamo vivendo abbia i segni della primavera o non veda piuttosto un ritorno dei geli dell'inverno .

  • Quali sono state le difficolt che pi hanno pesato?
    Nel cammino ecumenico conosciamo tante difficolt e dolori: in alcuni paesi le difficolt tra le Chiese ortodosse e le chiese greco-cattoliche sembrano insolubili; il vescovo di Roma, il papa, nella storia non ha mai potuto incontrare il vescovo di Mosca, il patriarca ortodosso, e nemmeno ora sembra imminente tale incontro; conosciamo certe reazioni, specie nell'ambito della Riforma, al documento della Congregazione cattolica per la dottrina della fede Dominus Iesus ; come cristiani non abbiamo le basi per celebrare insieme l'Eucarestia; ci sono difficolt anche per altre forme di preghiera comune; perfino il concetto stesso di ecumenismo fa difficolt per alcune Chiese. Soprattutto le chiese ortodosse manifestano chiaramente il loro disagio davanti ad un certo cammino ecumenico che avrebbe un'impronta troppo occidentale e protestante, con temi estranei alla tradizione ortodossa, come il sacerdozio femminile, l'intercomunione, problematiche etiche delicate come l'omosessualit .

  • Come non tradire il soffio dello Spirito?
    La riconciliazione, l'unit un dono, una Grazia. La Chiesa "una'" e questa Chiesa "una" esiste gi (e la professiamo tutte le domeniche nel Credo!). Siamo noi che dobbiamo "entrarci dentro". Lo scrive il Papa nella lettera "Novo millennio Ineunte": 'L'invocazione ut unum sint , insieme, imperativo che ci obbliga, forza che ci sostiene, salutare rimprovero per le nostre pigrizie e ristrettezze di cuore. sulla preghiera di Ges, non sulle nostre capacit, che poggia la fiducia di poter raggiungere anche nella storia, la comunione piena e visibile di tutti i cristiani' .

  • Perch si scelto il tema: "Io sono la via, la verit e la vita"?
    All'indomani della pubblicazione della lettera del Papa che ho citato, credo che la preghiera per l'unit dei cristiani assuma un senso ancora pi profondo. La nuova lettera tutta incentrata su Cristo: Cristo al centro di ogni nostra ricerca, di ogni nostro dialogo, di ogni nostra azione. Sono convinto che nella fedelt a Cristo e nell'ascolto del Vangelo arriveremo ad intuire il "segreto dell'unit". Riusciremo a vedere con occhi nuovi le nostre diversit e troveremo anche le forme visibili per vincere le nostre divisioni. Il Cristo che dice '"Io sono la via, la verit e la vita" il Cristo che poi rivela il suo segreto quando si lascia crocifiggere. Non sono le pretese di unit, le rivendicazioni, i confronti, le critiche che ci porteranno a superare le nostre separazioni, ma sar la nostra capacit di lasciar crocifiggere e morire la nostra divisione per amore, che sapr far compiere il miracolo della risurrezione .

  • Quali prospettive si intravedono?
    Sono convinto che anche se non c' ancora la piena unit tra i seguaci di Cristo, niente impedisce di dimostrare con la vita l'amore reciproco tra di noi. Per questo i segni di speranza per la riconciliazione tra le Chiese che mi colpiscono di pi sono le numerosissime persone che incontro che sono disposte a dare la vita per il prossimo e per la realizzazione dell'unit. questo amore che rende possibile la promessa di Cristo: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". Anche se non possiamo ancora avere l'Eucarestia in comune per le differenze teologiche, possiamo godere di questa presenza di Ges fra i suoi. Egli presente fra i cristiani che si amano porter la luce al mondo, a chi non lo conosce, ma anche illuminer la via per la piena riconciliazione .

    (a cura di Maria Chiara Biagioni)

 
 
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