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 Marzo 2000 - Ecumenismo

Il sinodo europeo e l'unità dei cristiani
Molte le questioni sul tappeto, che hanno sollevato interrogativi negli ambienti cristiani. La diversa visione dei sacramenti ha suscitato accesi dibattiti.

Sopravvalutazione del Battesimo e sottovalutazione dell'Eucarestia sono le due realtà cui i vescovi presenti al sinodo europeo sono stati costretti a guardare. La prima proveniva da Santa Severa, la seconda da Chevetogne. Anzi la prima, con titolo "appello al popolo di Dio", è arrivata in Vaticano. Postina fino al portone di bronzo, Elfriede Hart, una tedesca di origine brasiliana. Elfride è portavoce di Noi siamo Chiesa e La Chiesa in cammino, due movimenti che portano alla sopravvalutazione del sacramento del Battesimo, e alla sottovalutazione, se non addirittura all'annullamento, del sacramento dell'Ordine.

Sopravvalutazione del Battesimo
Le richieste dei due movimenti mirano anzitutto alla creazione d'un ampio consiglio con capacità di decidere uno statuto del governo della Chiesa, che prenda decisioni in materia di nomine episcopali e formuli la fede del popolo di Dio.
Inoltre il sinodo dei vescovi deve essere radicalmente trasformato, divenire struttura permanente e regolare, con voce deliberativa, abilitata a governare la Chiesa cattolica tutta intera. Deve essere aperto alla piena partecipazione rappresentativa di tutti i fedeli. In questa significativa cornice si inquadra anche quanto il documento del forum di Santa Severa richiede in fatto di ecumenismo: la Chiesa cattolica deve continuare il dialogo ecumenico.
Le discussioni teologiche non devono più costituire un ostacolo all'intercomunione. "Noi sollecitiamo la comunità cristiana nel suo insieme a riconoscere i ministeri e i sacramenti di tutte le altre Chiese, presentando così al mondo un modello di unità".
Senza volerr analizzare tutte le posizioni del forum è possibile indicarne le radici di sapore piuttosto protestantizzante. Ci sembra di poterle individuare nella ipervalutazione del sacramento del Battesimo.

Sottovalutazione dell'Eucaristia
Nell'abbazia benedettina di Chevetogne, grandemente benemerita dell'ecumenismo, s'è tenuto nel 1998 il colloquio: Verso una sola comunità eucaristica. Eucarestia e comunione delle Chiese.
Il punto centrato dal titolo del convegno concerne l'intercomunione che deve essere affrontato in modo perspicuo, coraggioso e fedele allo Spirito.
La questione di fondo è: quale rapporto intercorre fra comunione ecclesiale e comunione eucaristica? La seconda è solo segno ed espressione di una unità cristiana già raggiunta oppure è causa strumentale della sua realizzazione?
Per ortodossi e cattolici il criterio deve essere "massimale", cioè senza piena comunione ecclesiale non c'è vera Eucarestia.
Ai padri sinodali che meditavano di fare un intervento di indole ecumenica erano presenti gli aspetti del loro tema inclusi nella traccia dell' Instrumentum laboris. Non ci deve sfuggire la presenza dei delegati fraterni (ortodossi, anglicani, protestanti), primo segno che marca ecumenicamente il sinodo.
Il volume degli apporti ecumenici è stato notevole, poiché hanno trattato il tema presuli d'alto profilo. Il succo spremuto dai loro vari contributi lo raccogliamo dal messaggio finale del sinodo. Rivolgendosi a Gesù Signore esso detta: "In te e con te la nostra esistenza ha un senso, la comunione è possibile, la diversità può divenire ricchezza".

Scandalose lentezze
Al sinodo mons. Ablondi, arcivescovo di Livorno, ha adoperato la parola "scandalo": il dialogo ecumenico si presenta con "scandalose" lentezze.
Di spicco, anche perché, in senso inverso alla "lentezza", s'è mostrato al sinodo l'intervento del card. Martini che, secondo noi, rientra nell'ecumenismo ecclesiologico e morale. Infatti, ha proposto alla riflessione dei 170 vescovi sinodali alcuni nodi disciplinari e dottrinali che riappaiono periodicamente come dei punti caldi sul cammino delle Chiese, anche non cattoliche.
Fra i temi, egli ha citato: la penuria drammatica di ministri ordinati, la posizione della donna nella Chiesa, la partecipazione dei laici a certe responsabilità ministeriali, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la pratica del sacramento della confessione, le relazioni ecumeniche. Molti gli aspetti ecumenici all'interno dei temi indicati dal card. Martini. Per esempio, la partecipazione della donna nella Chiesa rievoca l'ammissione al sacramento dell'Ordine presbiterale ed episcopale delle donne nella Comunione anglicana; la partecipazione dei laici ricorda la loro presenza nei sinodi deliberativi sia anglicani sia protestanti; la sessualità, con i problemi connessi (divorzio, ecc.) tocca tutte le comunità cristiane, come anche la pratica dei sacramenti della riconciliazione e dell'Eucarestia...
L'arcivescovo di Milano, "sognando", ha proposto con creatività una possibile via "risolvitrice" dei nodi elencati. La proposta sognata non doveva essere intesa come un nuovo concilio, parola che il Cardinale non ha mai pronunciato.
Pensiamo che l'Esortazione apostolica postsinodale, che Giovanni Paolo II sta preparando, riesporrà la sostanza ecumenica valida per l'Europa e per tutte le Chiese cristiane.


N. Venturini


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